Motorcity News
L’ARENA DEL 13 GENNAIO 2012

Giovanni Miozzi dichiara la pace con Mantova sull´autodromo, ma il collega Pastacci lo corregge, aggiustando un po´ il tiro. Ieri mattina il presidente della Provincia di Verona è uscito raggiante dall´incontro avuto nella Sala verde di Palazzi scaligeri con il collega Alessandro Pastacci, succeduto la scorsa primavera nella guida dell´amministrazione provinciale mantovana a Maurizio Fontanili.
Miozzi ha assicurato il superamento di ogni dissidio con la Provincia confinante sul progetto promosso dalla società Autodromo del Veneto tra i Comuni di Vigasio e Trevenzuolo. Appena qualche mese fa le due Giunte provinciali, attraverso i rispettivi legali, si erano affrontate su fronti contrapposti davanti ai giudici del Tribunale amministrativo del Veneto (Tar) proprio sul progetto che prevede l´insediamento di pista automobilistica, alberghi, polo tecnologico, centro commerciale e parco di divertimenti, su un´area di quattro milioni e mezzo di metri quadrati.
Il Tar aveva dato torto alla Provincia di Mantova, che aveva chiesto il ritiro della delibera con cui la Regione Veneto, due anni fa, autorizzò il progetto, i cui cantieri sono in attesa di partire. Ora, a distanza di qualche mese, il clima sembra essersi rasserenato tra le due giunte, anche se sono di colore diverso. Quella di Miozzi è di centrodestra, Pastacci, come il predecessore Fontanili, è stato invece eletto con una civica che gravita nello schieramento di centrosinistra.
La «distensione» sul Motorcity traspare dalle dichiarazioni rese da Miozzi dopo il colloquio con Pastacci. Dopo aver ribadito la necessità di sollecitare le rispettive Regioni di appartenenza, il Veneto e la Lombardia, sui finanziamenti per la metropolitana Verona Mantova, il presidente veronese ha osservato: «Un accordo lo abbiamo inoltre raggiunto per autodromo, District park e centro agroalimentare: i privati realizzeranno contemporaneamente la viabilità necessaria per le tre aree».
Quindi ha aggiunto: «C´è bisogno di un´accelerazione, affinché si parta con le opere, che rappresentano un´opportunità economica per nuovi posti di lavoro, e un´occasione per le imprese di uscire dalla crisi».
Le affermazioni di Miozzi, però, in serata sono state corrette dallo stesso Pastacci. Il presidente della Provincia mantovana, attraverso il suo ufficio stampa, ha smentito che siano stati presi accordi sul Motorcity e gli altri interventi urbanistici. «Con Miozzi ho insistito sulla necessità di un maggiore coordinamento per la pianificazione delle aree di confine», ha precisato Pastacci, «e ricordo che, a tal proposito, esiste un protocollo d´intesa, sottoscritto nei mesi scorsi».
Poi ha puntualizzato: «E´ importante che a questi tavoli di lavoro siano coinvolte le Regioni e le Province, con i relativi amministratori. Per questo mi sono già attivato con la Lombardia. A Miozzi ho rivolto lo stesso invito per la Regione Veneto». Così ha rimarcato: «Questo vale sia per le scelte sul piano viabilistico, vedi l´ultimo caso di modifica del tracciato della Mantova-Mare, che di grandi insediamenti produttivi, come il Motorcity e il District park. Quando si dà corso a simili operazioni», ha concluso, «entrano in gioco molteplici interessi che coinvolgono diverse comunità, e non solo quelle dove sarà realizzato l´intervento».
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L’ARENA DEL 22 DICEMBRE 2011
I piani di lottizzazione previsti nell´area sono l´autodromo Motorcity, il Centro agroalimentare e il District park.
«A servizio di questo comparto», evidenzia Miozzi, «sono previste, secondo l´accordo di programma che abbiamo sottoscritto con i privati, opere stradali per 120 milioni di euro». Poi aggiunge: «Questi interventi saranno collegati con nuove strade pure alla Mediana. Ci stiamo dando da fare perché vengano avviati quanto prima i cantieri, compresi quelli per la realizzazione del nuovo casello sull´Autobrennero a Vigasio». Gli interventi viabilistici che serviranno l´area tra Vigasio e Trevenzuolo sono stati ritenuti indispensabili dalla Regione, che ha espresso una valutazione di impatto ambientale favorevole al progetto del Motorcity subordinandola alla costruzione delle nuove strade.
Ad oggi, tuttavia, i cantieri per l´autodromo non sono stati avviati. Per quanto riguarda il District park, in primavera Daniela Contri, sindaco di Vigasio, assicurò che i promotori della nuova zona produttiva erano in procinto di avviare le ruspe. Fino ad ora, però, l´intervento non è iniziato. In Provincia, inoltre, ci sono stati alcuni incontri tra l´amministrazione Miozzi e i privati, per concordare la costruzione delle nuove strade.F.T.
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L’ARENA DEL 1 DICEMBRE 2011
Gran parte dei terreni del Motorcity continuerà a ospitare coltivazioni anche per il 2012. Autodromo del Veneto, la società promotrice dell´intervento, ha pubblicato un bando per affittare tre milioni 804 mila 653 metri quadrati di fondi rustici (su un totale di quattro milioni e mezzo di metri quadrati), tra i Comuni di Vigasio e Trevenzuolo. Sono i campi destinati alla lottizzazione che includerà: pista automobilistica, alberghi, parco divertimenti, polo tecnologico e centro commerciale.
Gli agricoltori interessati alle aree potranno presentare la domanda per il loro utilizzo entro domani a mezzogiorno. I moduli dovranno essere consegnati alla sede della società, in via delle Industrie a Marghera (Venezia). Le proposte, che dovranno partire da una base di 171 mila euro, Iva esclusa, verranno esaminate durante l´asta pubblica, prevista per lunedì alle 10.30, sempre a Marghera.
Chi si aggiudicherà i terreni, potrà coltivarli per tutta l´annata agraria, fino al 10 novembre dell´anno prossimo, senza la possibilità di rinnovo tacito del contratto.
Non è la prima volta che la società concede ai coltivatori la possibilità di utilizzare i terreni del futuro autodromo per le attività rurali. «Dal 2007 e fino al 2010 gli appezzamenti erano concessi in comodato d´uso a terzisti del settore», hanno osservato i consiglieri comunali di minoranza di Vigasio, «tuttavia da quest´anno la società richiede pure il pagamento di un canone».
Flavio Giusti, di Giusti per Vigasio, ha rimarcato: «Il bando ci ha lasciato perplessi. Se i terreni vengono concessi in affitto per l´agricoltura, significa che per quasi tutto il prossimo anno i lavori del Motorcity, su quelle zone, non inizieranno».
Quindi si è augurato: «Vista la situazione economica spero che le nuove strade, che la società dovrà costruire assieme ai promotori del District park e del Centro agroalimentare, non vengano realizzate a stralci, bensì in una fase unica, come previsto dagli accordi con la Provincia».
«Il sindaco Daniela Contri, nei mesi scorsi, in una riunione con gli imprenditori del paese, aveva assicurato che, entro il marzo di quest´anno, l´intervento per il Motorcity sarebbe cominciato», ha sottolineato Luigi Giaretta, della Lega nord, «e invece il cantiere non è ancora partito. Da più di un anno, inoltre, sono scaduti sia l´accordo quadro, sia i patti para sociali tra la società e il Comune. Di fatto l´amministrazione è priva di strumenti che garantiscano l´intervento». Il consigliere leghista ha aggiunto: «Fino al 2013 rimarrà ancora in piedi il vincolo di esproprio per finalità pubbliche anche su quelle parti del comparto che non sono state cedute dai privati alla società».F.T.
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L’ARENA DEL 9 OTTOBRE 2011
Il Tar dà ragione al Motorcity Legambiente perde il ricorso
TREVENZUOLO e VIGASIO. Il collegio non ha ravvisato vizi nella procedura seguita per il progetto dell’autodromo
Le osservazioni dell’associazione e della Provincia di Mantova bocciate dai giudici di Venezia Bertucco: «Faremo appello»
Appena lette le motivazioni delle due sentenze di rigetto, depositate dal Tar venerdì scorso, Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto ha dichiarato: «I giudici amministrativi nell’udienza pubblica del 7 luglio scorso, non hanno ritenuto che nei procedimenti autorizzativi molto complessi vi fossero vizi amministrativi e non hanno accolto gli articolati ricorsi presentati dalla nostra associazione e dalla Provincia di Mantova».
Bertucco ha poi aggiunto che «la battaglia non è affatto finita; siamo intenzionati a ricorrere al Consiglio di Stato. Non possiamo accettare che il territorio veronese venga devastato da un progetto che prevede la realizzazione di un autodromo nei Comuni di Vigasio e Trevenzuolo, e di una serie di strutture complementari ed accessorie su una superficie di 450 ettari». L’ambientalista ricorda ancora una volta i «numeri» dell’operazione Motorcity di cui si parla ormai da una decina d’anni. Il progetto prevede la realizzazione di autodromo e kartodromo, con un circuito di circa 6.200 metri, che potrà ospitare fino a 130 mila spettatori; centri commerciali per una superficie coperta di 370mila metri quadrati, con una superficie di vendita di circa 290mila metri quadrati; un parco tematico di 335mila metri quadrati; strutture alberghiere con un hotel a 5 stelle su 10 piani ed uno a 4 stelle su 11 piani, per un totale di 1.100 stanze; un polo tecnologico su una superficie di circa 500mila metri quadrati; una strada extraurbana di collegamento con il futuro casello autostradale di Vigasio e la nuova Mediana.
Inoltre, un impianto di depurazione per la capacità di trattamento pari a 17mila abitanti equivalenti. Bertucco ricorda che nell’udienza pubblica del 7 luglio scorso, i legali di Legambiente e della Provincia di Mantova si erano confrontati con i colleghi della società Autodromo del Veneto Spa, della Regione Veneto, della Provincia di Verona e dei Comuni di Vigasio e Trevenzuolo. «Sonoe controparti», aggiunge, «che avevano deciso di opporsi ai nostri ricorsi con i quali contestavamo la procedura amministrativa ritenendo, a nostro avviso, che fosse viziata dalla mancata partecipazione alla procedura di Via di tutti i Comuni e delle Provincie (Verona e Mantova) interessate al giudizio di compatibilità». Secondo i ricorrenti, inoltre, la Regione aveva espresso il suo parere di compatibilità ambientale sulla base del progetto preliminare e non invece su quello definitivo come prevede un decreto legislativo del 2006.
Infine, secondo Legambiente. la procedura adottata presenta un difetto di istruttoria perché non sono state sottoposte al parere Via le opere viarie quale presupposto per la realizzazione del Motorcity, ovvero casello autostradale e Mediana. Secondo Bertucco. «l’opposizione compatta ai ricorsi della Regione, Provincia di Verona e dei Comuni di Vigasio e Trevenzuolo, ha certamente influito sul giudizio del Tar. A parole tutti gli amministratori pubblici sembrano convenire sulla necessità di porre un freno alle disastrose conseguenze sociali ed ambientali dei meccanismi della speculazione immobiliare che non sembrano avere più una relazione diretta in Veneto con l’effettivo fabbisogno di domanda abitativa, di esigenze del terziario e della produzione industriale. Nella realtà invece, come dimostra oggi la vicenda Motorcity, si va esattamente nella direzione opposta con un dissennato consumo del territorio veneto con conseguente peggioramento della vita dei cittadini».
L’ARENA DEL 28 GIUGNO 2011
Nuove strade per il Motorcity Ora si pensa di farle «a rate»
Le tre società che intendono costruire le megaopere chiedono un altro patto alla Provincia Senza arterie non si edificherà
Nuove strade e casello di Isolata sulla A 22 realizzati a stralci, anziché in una fase unica. È la nuova proposta di accordo, avanzata in Provincia dalle tre società che realizzeranno, tra Vigasio e Trevenzuolo, l’autodromo Motorcity, il polo per la logistica avanzata District park e il centro agroalimentare. Sono stati il sindaco Daniela Contri e il consigliere del Popolo della libertà Giovanni Mantovani a dare notizia del nuovo patto, in Consiglio comunale. L’accordo, se ci sarà il via libera della Provincia, andrà a modificare l’attuale documento, che è in attesa di essere sottoscritto tra la stessa amministrazione di Palazzi scaligeri e le società Autodromo del Veneto (promotrice del Motorcity), Serenissima sgr (District park) e Spalt (Centro agroalimentare).Interpellati dalla minoranza sulla situazione dell’autodromo, gli amministratori vigasiani hanno fatto il punto sugli interventi sull’intera zona. È così emersa la nuova ipotesi di accordo che, una volta varata dalla Provincia, permetterà alle tre società di realizzare separatamente, e non in una sola volta, le opere viabilistiche «preordinate allo sviluppo». I collegamenti stradali, del costo di 120 milioni di euro, sono previsti nell’atto unilaterale d’obbligo, sottoscritto dalle aziende il 14 gennaio del 2009. Il patto prevede la costruzione, in un solo stralcio e a spese dei privati, del casello dedicato all’autodromo sull’autostrada A 22 a Isolalta, oltre a una strada di connessione del futuro svincolo fino alla Mediana. La nuova viabilità è il requisito ritenuto fondamentale dalla Regione, per la concessione delle autorizzazioni al Motorcity e agli altri piani di lottizzazione.
«Lo scorso primo giugno», ha rivelato Mantovani, «è stata protocollata in Provincia una nuova ipotesi di accordo, firmata dai tre soggetti privati attuatori, per fare le opere viabilistiche a stralci, in base alle singole esigenze delle società. L’amministrazione provinciale discuterà la nuova possibilità entro la fine di questo mese in Consiglio». «Tutto questo ce l’ ha confermato la Serenissima sgr», ha puntualizzato il sindaco Contri. Il primo cittadino ha raccontato che la scelta di fasi separate per le nuove strade è stata dettata dai differenti tempi di realizzazione dei tre interventi.
«Sull’autodromo ufficialmente non abbiamo alcuna data di inizio lavori», ha spiegato Contri, «anche se i responsabili della società, in Regione, hanno detto che sono pronti a partire con l’opera entro la fine dell’anno. Più vicina, invece, è la volontà di avviare i cantieri per il District park. Nei giorni scorsi i promotori ci hanno ribadito che sono pronti ad attivare le ruspe. Per questo si sta definendo la viabilità, per costruirla a stralci secondo le aree di competenza delle tre imprese». Contri ha pure aggiunto che il nuovo casello dedicato «verrà realizzato da Serenissima sgr» e non più dalla società Autobrennero, come ipotizzato fino ad oggi.
Flavio Giusti, consigliere di «Giusti per Vigasio» ha sollevato dubbi sull’ipotesi della costruzione, in fasi diverse, delle nuove arterie. «Con la realizzazione a pezzi separati viene meno quello che era il principio stabilito in Consiglio comunale. Cioè che prima dovevano essere realizzate tutte le strade e, in un secondo momento, dovevano gli interventi urbanistici».
«Il problema delle opere viabilistiche è che il progetto a sud, quello della bretella a quattro corsie, è finalizzato solo alla Mediana, e quindi al centro agroalimentare. Il patto attuale costringe, in assenza della strada, anche gli altri due interventi a nord a stare fermi, senza poter realizzare i collegamenti ai rispettivi comparti». Quindi ha aggiunto: «Comunque finché non sarà approvato l’accordo di programma in Provincia, la situazione non è ancora definita».
L’ARENA DEL 6 MAGGIO 2011
L’Udc difende il Motor city «Creerà nuovi posti di lavoro»
Ritenuti concreti gli impegni per realizzare la rete di strade
Scendono in campo per difendere il progetto dell’autodromo i gruppi Udc di Trevenzuolo e Vigasio.Lo fanno dopo la presa di posizione, sia a livello regionale sia provinciale, sulla possibilità che possano effettivamente essere realizzate le opere viarie indispensabili per partire con il lavori, dubbi espressi dall’assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti e ripresi dal presidente della Provincia, Giovanni Miozzi.
I due schieramenti dell’Udc sostengono che «il Motor city rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il territorio del Basso veronese e non solo; è in grado di creare nuovi posti di lavoro e di offrire uno sbocco concreto alla crisi economica che sta mettendo in gravi difficoltà anche molte famiglie veronesi».
Sottolineano che gli impegni presi dai soggetti attuatori (Motor city, District park e Agroalimentare) sono concreti «visto che hanno depositato in Provincia, all’inizio del 2009, un atto unilaterale, sottoscritto ed impegnativo, in cui si facevano carico di costruire le strade per un valore di 100 milioni di euro. In cambio la Provincia avrebbe dovuto fare, o far fare, il nuovo casello sull’A22 e attivare le procedure per realizzare la Mediana». I gruppi Udc sottolineano inoltre come la Provincia, successivamente, abbia un unilateralmente deliberato un accordo di programma «che differiva da quello presentato dai privati ma solo per quanto riguarda i tempi per presentare le fidejussioni a garanzia dei lavori, lasciando inalterato tutto il resto: tracciato e caratteristiche delle opere viarie».
Ritengono inoltre che è falso dire che i privati non vogliano farsi carico del problema viabilità visti gli atti notarli depositati in Provincia. «Il vero ostacolo è ora la costruzione del casello. O interviene la Provincia o la Regione», concludono gli esponenti Udc, «o si chiede ai privati di includerlo nei loro interventi sulla viabilità. Il resto sono solo chiacchiere pretestuose per nascondere altri interessi con il rischio di far saltare definitivamente tutto il progetto con il conseguente sviluppo del territorio».
Si tratta di una preoccupazione che Martino Dall’Oca, presidente della società Autodromo del Veneto, ha fugato qualche sera fa in consiglio comunale a Trevenzuolo dichiarando che «la società sta vedendo di realizzarlo con fondi propri».
L’ARENA DEL 4 MAGGIO 2011
TREVENZUOLO – VIGASIO. Clima pesante alla Loggia di Fra’ Giocondo con sei consiglieri assenti. Non bastano undici leghisti a salvare la seduta
Motor city, il Pdl litiga in Provincia
Il gruppo degli ex Forza Italia diserta il Consiglio L’opposizione va fuori e manca il numero legale Miozzi: «No comment». Il Pd: «Guerriglia interna»
Il presidente Miozzi ha espresso la sua posizione sul Motor city lunedì sera, in un Consiglio comunale al quale hanno partecipato anche alcuni manager delle grandi opere in cantiere a Trevenzuolo e Vigasio. «Se Motor city, Agroalimentare e District park», ha spiegato il presidente Miozzi, «non sottoscrivono con la Provincia l’accordo di programma sulla viabilità (costo 120 milioni di euro), non si parte con i lavori». Ad ascoltarlo c’erano 150 cittadini e molti amministratori di vari Comuni. La seduta era stata chiesta dai consiglieri di minoranza di Trevenzuolo Squassabia, Meneghello e Minozzi per avere notizie sul Motor city e sul centro agroalimentare. «Finora non è stato sottoscritto», ha dichiarato Miozzi, «perché c’era un impegno della Provincia per un casello sull’A22, a Isolalta. Per questioni interne alla società autostradale, non ci sono prospettive che venga realizzato e questo ha creato ufficialmente un ostacolo alla firma. A fine dicembre una delle tre società si disse pronta a partire anche da sola, ma come Provincia se non ci sarà un accordo comune ci saranno problemi autorizzativi per rispettare la Via approvata».
Insomma la palla passa in mano ai privati. E questi, per bocca di Martino Dall’Oca, presidente dell’Autodromo del Veneto, ha sgomberato ogni dubbio. «Stiamo vedendo di accollarci noi il costo del casello e di inserirlo nel costo del progetto viabilità con una serie di economie perché siamo consapevoli che senza il casello e la mediana il nostro progetto non può decollare». Una soluzione a metà perché mancherebbe la Mediana per attivare l’accordo di programma. E su questa è intervenuto Alberto Bozza, capogruppo Pdl in consiglio provinciale, affermando che «entro giugno la Provincia emetterà il bando per un project financing per realizzarla». Ma la serata era incentrata anche sull’altro fronte che interessa Trevenzuolo, ovvero il polo Agroalimentare. Ad illustrarlo Danilo Poncia, responsabile della Spalt, la società che dovrebbe realizzare il progetto. Nel suo intervento, ha ricordato che tutto è iniziato nel 2003 «e noi avevamo una proposta di viabilità per il nostro progetto, ma poi siamo stati coinvolti con gli altri due per rientrare in uno generale. Resta comunque il nostro impegno di utilizzare parte degli oneri di urbanizzazione secondaria per costruire una bretellina, segmento della futura Mediana».
Per il consigliere Lino Squassabia «il Motor city non è strategico per lo sviluppo del territorio. Rivedete il progetto, vecchio di 10 anni, che deve adeguarsi per dare risposte alle richieste della gente». Tesi che Martino Dall’Oca ha confutato «perché il nostro progetto ha una sua logica con una serie di attività complementari, unico in tutta Europa. Porterà certamente ricchezza al territorio».
Fabio Meneghello ha ripetutamente chiesto alla maggioranza se è favorevole a questi progetti «visto il silenzio di questi anni». «Non siamo contrari ai progetti ma intendiamo vigilare perché sia rispettata la viabilità richiesta dalla Provincia». Sulla filiera agroalimentare l’assessore Roberto Rigoni ha rilevato: «Siamo d’accordo di portarlo avanti così anche se era nata con il 70 per cento di agroalimentare e il 30 per cento di logistica ed ora è esattamente il contrario». L’ex sindaco Gianfranco Minozzi ha invitato tutti a pensare oltre. «Per me Autodromo, Polo e District park sono cose già fatte, pensiamo a VE.MA. (Verona-Mantova) e fare scelte in prospettiva per la cosiddetta città diffusa». È intervenuta anche Daniela Contri, sindaco di Vigasio, che, sul Motor city, ha dichiarato: «Ci credo e siamo fortemente favorevoli a questo progetto».
Al termine del consiglio ci sono stati diversi interventi da parte del pubblico e tutti contrari a questi mega progetti «che non tengono conto dell’impatto sulla comunità e sul tessuto sociale dei nostri piccoli paesi, ma pensano solo al profitto fine a se stesso»
Ieri, poi, il colpo di scena in Consiglio provinciale. «È soltanto un incidente di percorso», sostiene il vice presidente Fabio Venturi, leghista, «anche se credo che all’interno del Pdl sia necessario fare un po’ di chiarezza. Ma, ripeto, si tratta di frizioni che saranno superate»
Da voci di palazzo, il problema però non è soltanto legato alle grandi opere e alla viabilità. Pesano anche la tensione della vigilia elettorale e qualche mal di pancia per le scelte dei candidati operate dal centrodestra in alcuni Comuni.
L’ARENA DEL 16 APRILE 2011
Motorcity, chiesto incontro pubblico
VIGASIO. Le opposizioni vogliono un confronto coi vertici della società e l’amministrazione per avere spiegazioni sul mancato avvio dei lavori
Luigi Giaretta (Lega nord): «Un anno fa il sindaco Contri annunciò che le opere sarebbero partite entro dodici mesi ma non si è ancora visto nulla»
La recente discussione, in Regione, della proposta del Partito democratico (Pd) di stralciare dal progetto della pista il mega centro commerciale da 370 mila metri quadrati, è stata seguita anche dai consiglieri che in municipio siedono all’opposizione. La minoranza vigasiana fu sempre contraria al progetto, nella versione revisionata del 2005 con l’aggiunta dell’area commerciale, della zona per alberghi, del polo scientifico tecnologico, del parco divertimenti e delle strutture alberghiere. Tra gli esponenti dell’opposizione c’è chi, come Luigi Giaretta, consigliere della Lega nord, vuole chiedere conto alla giunta del mancato avvio dei cantieri, nonostante gli annunci ripetuti lo scorso anno, dopo l’approvazione regionale della Valutazione di impatto ambientale (Via).
«Un anno fa il sindaco Contri, in campagna elettorale, diede l’annuncio che le opere sarebbero partite entro un anno, ma non si è visto ancora nulla», ha osservato Giaretta. «Ho fatto presente più volte all’Associazione imprenditori di Vigasio (Aiv)», ha aggiunto, «l’esigenza di indire una riunione pubblica per approfondire la questione, invitando i vertici della società dell’autodromo, l’amministrazione comunale e il presidente del comitato favorevole al Motorcity. L’assemblea è necessaria perché vogliamo, a questo punto, che sia fatta chiarezza». Il consigliere ha proseguito: «Ci sembrava giusto che l’incontro fosse organizzato dagli imprenditori, poiché sono loro i diretti interessati al progetto. Se non si attiveranno, tuttavia, lo faremo noi come partito».
Da quanto è emerso dalla riunione di Venezia, a cui hanno partecipato sia i responsabili della società che vuol costruire il Motorcity, sia i sindaci di Vigasio, Daniela Contri, e di Trevenzuolo, Osvaldo Zoccatelli, il progetto ha già iniziato il suo iter. Martino Dall’Oca, presidente di Autodromo del Veneto, e Stefano Montanari, responsabile tecnico del piano, hanno confermato davanti ai commissari che i cantieri sono pronti a partire, affinché, entro il 2015, siano pronti i cinque chilometri di pista, il parco divertimenti, i primi alberghi e le mostre.
Gli esponenti politici locali, regionali e provinciali, si sono divisi tra chi appoggia l’intervento e chi, invece, pensa a una sua revisione. Dario Bond, capogruppo del Popolo della libertà (Pdl) a Venezia, ha sottolineato come «eliminare la vocazione commerciale dell’area equivale a decapitare il progetto». Gli ha fatto eco il sindaco Contri, che ha evidenziato: «L’iter iniziò nel 1999 e, da allora, sono stati coinvolti tutti i livelli istituzionali e i cittadini. Il confronto è stato ampio ed è durato fino al 2010, quando è arrivato il via libera definitivo». Dubbi sul ruolo della società Veneto sviluppo nell’investimento, sono stati espressi, invece, da Carlo Alberto Tesserin, del Pdl. «Vedo che anche qualche esponente del Pdl comincia ad avere dei dubbi», ha commentato Franco Bonfante, consigliere del Pd e vicepresidente del Consiglio regionale, «sono convinto, tuttavia, che il nostro progetto di legge, che vuol riportare l’area del Motorcity nell’ambito della programmazione commerciale regionale, approderà in Consiglio per la discussione fra un mese e mezzo».
Fabio Tomelleri



