La paura dei Referendum
La parola referendum riprende il gerundio latino del verbo refero, “riferisco” , e indica comunemente lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; esso è uno strumento di democrazia diretta, consente cioè agli elettori di fornire – senza intermediari – il proprio parere, o la propria decisione, su un tema oggetto di discussione. (da Wikipedia )
Già in passato l’attuale amministrazione ci aveva dato dimostrazione di essere un pochino allergica alla parola REFERENDUM . Sarà sicuramente un caso ma a Vigasio la scelta degli spazi destinati dalla giunta comunale all’affissione dei manifesti per la PROPAGANDA DIRETTA dei prossimi referendum, in quanto a visibilità, lascia parecchio a desiderare. Nel caso poi della frazione di Isolalta il posizionameto è addirittura imbarazzante.
La PROPAGANDA DIRETTA è quella destinata ai soggetti PROMOTORI dei quesiti referendari (partiti o comitati come nel caso del Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune” per conto del quale ieri sera abbiamo affisso i manifesti a Vigasio e Trevenzuolo), mentre la PROPAGANDA INDIRETTA è quella destinata ai soggetti FIANCHEGGIATORI (associazioni, gruppi o singoli cittadini che previa richiesta nei termini previsti dalla legge possono affiggere un loro manifesto a supporto dei promotori) .
E’ evidente che il ruolo principale di comunicazione è quello dei promotori, motivo per il quale alla PROPAGANDA DIRETTA vengono anche destinati spazi più grandi.
La Legge 4 aprile 1956 N. 212 tra le altre cose impegna la giunta comunale a predisporre e destinare tali spazi : “.. avendo cura di scieglierli nelle località più frequentate ed in equa proporzione per tutto l’abitato.” .
Nel nostro paese lo spazio dedicato alla PROPAGANDA DIRETTA casualmente è sempre nella facciata posteriore dei tabelloni : mai quindi verso strada o marciapiede ovvero luogo di maggior passaggio e quindi visibilità:
Zona impianti sportivi
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE PARCHEGGIO
Zona Piazzale dei fanti
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE PARCHEGGIO
Forette Via Custoza (sarà la zona più frequentata della frazione?)
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE CAMPETTO DI GIOCO
Isolalta
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE CAMPO AGRICOLO !!!!
Se poi per curiosità andiamo a guardare la delibera di giunta notiamo che in realtà la zona in cui dovrebbero essere installati i tabelloni è quella dei giardini pubblici “La Nave”. Quindi questo proprio non si spiega… o forse si?
2 Responses to “La paura dei Referendum”
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ciao,
direi che il comune di Vigasio è perfettamente in linea con il comune di Novellara! cito l’articolo de ”il fatto quotidiano”:
Tutto è partito dalla denuncia di un consigliere comunale del Pdl di Novellara che ha visto sventolare da diversi balconi di abitazioni del suo paese, le bandiere “Si al referendum per l’acqua pubblica“. Utilizzando una vecchia norma elettorale del 1956, l’esponente di centrodestra ha fatto denuncia e segnalato la questione al prefetto di Reggio Emilia, obbligando i vigili del Comune ad andare di casa in casa e togliere i vessilli.
Zelanti i rappresentanti della polizia municipale del Comune governato dal centrosinistra, hanno richiesto la loro rimozione. “E’ stata fatta propaganda elettorale in zone non autorizzate”, spiega la consigliera del Pdl Cristina Fantinati. “Cè una legge che lo impedisce”. E, se anche mai utilizzata nel caso di bandiere appese ai balconi, la legge in realtà darebbe ragione al consigliere del Pdl.
E secondo il costituzionalista Valerio Onida, già presidente della Corte Costituzionale, interpellato dal fattoquotidiano.it “la legge parla chiaro e quindi non si possono espore bandiere sui balconi. La ratio della legge che regola la campagna elettorale tende a impedire che ci siano manifestazioni del pensiero rivolte al pubblico al di là dei luoghi prestabiliti. Quindi è chiaro che se uno mette fuori dalla sua finestra o dal suo balcone rivolto verso la pubblica strada è rivolto al pubblico”.
Questo la legge dice. Mai accaduto che venisse impugnata, ma c’entra poco o nulla. Pierpaolo Tondelli, uno dei cittadini coinvolti nei controlli a tappeto e che ha denunciato la vicenda tramite la rete internet. “Da circa una decina di giorni, avevo messo sul balcone di casa mia, una bandiera riportante lo slogan “2 sì per l’acqua bene comune” acquistata al banchetto del comitato – spiega – Ho ricevuto la telefonata da una amica, che nel mio interesse, mi ha consigliato di toglierla, in quanto l’indomani o al più tardi lunedì, avrei rischiato di prendere una multa da 750 euro, per non aver rispettato un regolamento elettorale o una legge inerente a regolamenti referendari. Naturalmente non sono l’unico. Chiedo attenzione se avete qualche slogan appeso in vista, perché l’operazione di oscuramento messa in piedi dal Pdl spalleggiato dagli interessi, potrebbe dilagare anche in altri comuni”.
“Per fortuna che non ho fatto in tempo ad esporre anche quella contro il nucleare, altrimenti avreste dovuto farmi visita in carcere”, spiega ironicamente.
“Io mai mi sarei sognato di mandare i vigili a casa di un cittadino per una bandiera – spiega il sindaco di Novellara Raul Daoli (Pd) – ma nel nostro Paese tutto si può complicare a causa di una denuncia”. “Io non posso intervenire perché in questo caso sono ufficiale di governo e devo eseguire la legge”.
Multa quindi ? Il sindaco che condivide i referendum ha tirato il freno a mano sulle multe. “Con la polizia municipale ho condiviso la scelta di non elevare alcuna sanzione, condivido anche l’imbarazzo dei cittadini”.
Ma è davvero così perentorio il codice penale? In realtà lo è, ed è anche chiaro: secondo la legge 212 del 1956 è “ritenuta proibita l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali e manifesti, e l’esposizione di stampati, giornali murali, striscioni o drappi, di cartelli, di targhe, stendardi, tende, ombrelloni,attinenti, direttamente la propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o aperto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, sulle porte, sui portoni, sulle saracinesche, sui pali, sugli infissi di finestre e balconi, sugli alberi o sui pali ancorati al suolo”.
Va detto che queste bandiere sono esposte in tutte le città d’Italia da oltre due mesi. Sulla vicenda va all’attacco il Movimento 5 Stelle, che è tra i promotori dei due referendum sull’acqua pubblica ed in Emilia Romagna ed è tra i soggetti che hanno raccolto il maggior numero di firme su questo tema. Va giù duro con il capogruppo in Regione Andrea Defranceschi che critica il metodo adottato dal Pdl. “Troviamo vergognoso che a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, alcuni esponenti di un partito politico che ha tutto l’interesse a far fallire i referendum del 12 e 13 giugno per difendere il nucleare, l’acqua privata e il proprio leader abbiano denunciato dei cittadini per il solo fatto di aver esposto bandiere pro-referendum” dice Defranceschi.
“I vigili urbani sono stati costretti a invitare i cittadini a rimuovere le bandiere che sventolavano sui balconi. Il sindaco è riuscito a ottenere che la multa prevista, di 1000 euro sia sospesa, ma la rimozione dei vessilli c’è stata. E’ propaganda illegittima? Questa legge va cambiata, ancora di più alla luce del vero scandalo: la casta, a ogni campagna elettorale, si autocondona le multe con una legge ad hoc, sanando migliaia e migliaia di manifesti irregolarmente affissi con la cifra simbolica di 1000 euro”.
Dura anche l’Idv con la consigliere regionale Liana Barbati. Il partito di Antonio Di Pietro tra l’altro è promotore di altri due dei quattro referendum: quelli contro il nucleare e quelli contro il legittimo impedimento. “I berluschini locali per paura di uscire sconfitti, intimidiscono i cittadini con ogni mezzo”, commenta l’esponente dipietrista. Dulcis in fundo. A Reggio Emilia e provincia, come in tutta Italia, da oggi i vigili urbani avranno un bel po’ da lavorare visto che sono migliaia le bandiere esposte insieme anche a lenzuoli con slogan che campeggiano da oltre un mese su cavalcavia e vecchie abitazioni.
Nota legale per contrastare attacchi alla bandiera dell’acqua: http://tiny.cc/Bandiere
Il giorno 20 maggio 2011 17:27, Valerio Balzametti ha scritto:
In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad un querelle sulle bandiere del movimento per l’acqua per il referendum del 12 e 13 Giugno.
Solerti Consiglieri comunali di alcuni Comuni sparsi per l’Italia si sono attivati per far rimuovere le bandiere che sventolano dai balconi di singoli cittadini. Il tutto rispolverando una vecchia legge del 1956 per la quale si rischia anche una salata multa.
Ad oggi i referendum sono stati boicottati in tanti modi, oscurati e lasciati passare sotto silenzio. Questo trattamento ha colpito in modo particolare i due referendum sull’acqua. Poco spazio è stato dato a un movimento di cittadini e cittadine che, in tutta Italia, si è mobilitato ed ha attivato un processo di partecipazione e consapevolezza. Sarà per questo, per la sua orizzontalità, per l’assenza di un unico leader da poter santificare, o per le questioni chiare e radicali ma i grandi media e quasi tutti i partiti non sanno etichettare questo movimento né, tantomeno, come metterlo a tacere.
Perchè la nostra forza risiede nell’attivazione quotidiana di centinaia di persone che, come l’acqua, comunque passano e si muovono.
Quest’ultimo tentativo di mettere il silenziatore strapperebbe quasi un sorriso se non fosse grave nel suo tentativo di ridurre ulteriormente lo spazio di discussione pubblica e di espressione di pensiero.
Insomma, di fronte a chi vuole mettere a profitto anche l’acqua regalandola alle logiche del mercato, di fronte a forze che quotidianamente si fanno scudo della legalità per poi negare i diritti e le garanzie sociali nel nostro paese, di fronte a chi non ha più argomenti se non pensare di tapparci la bocca, ebbene il nostro può essere considerato un piccolo atto di disobbedienza civile che possiamo rivendicare con forza!
SI SCRIVE ACQUA E SI SVENTOLA DEMOCRAZIA!
Per la segreteria operativa
Valerio Balzametti