VITTORIA: “HA VOTATO L’ITALIA MIGLIORE” !
UN GRAZIE AI 3989 CITTADINI DI VIGASIO PER LA LORO PARTECIPAZIONE AI REFERENDUM !!
HomeREFERENDUM 12 E 13 GIUGNO!
STIAMO ORGANIZZANDO GLI ULTIMI GIORNI DI VOLANTINAGGIO IN PAESE! SE VUOI AIUTARCI METTITI IN CONTATTO CON NOI E MI RACCOMANDO: IL 12 E 13 GIUGNO VOTA E FAI VOTARE!
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La paura dei Referendum
La parola referendum riprende il gerundio latino del verbo refero, “riferisco” , e indica comunemente lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; esso è uno strumento di democrazia diretta, consente cioè agli elettori di fornire – senza intermediari – il proprio parere, o la propria decisione, su un tema oggetto di discussione. (da Wikipedia )
Già in passato l’attuale amministrazione ci aveva dato dimostrazione di essere un pochino allergica alla parola REFERENDUM . Sarà sicuramente un caso ma a Vigasio la scelta degli spazi destinati dalla giunta comunale all’affissione dei manifesti per la PROPAGANDA DIRETTA dei prossimi referendum, in quanto a visibilità, lascia parecchio a desiderare. Nel caso poi della frazione di Isolalta il posizionameto è addirittura imbarazzante.
La PROPAGANDA DIRETTA è quella destinata ai soggetti PROMOTORI dei quesiti referendari (partiti o comitati come nel caso del Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune” per conto del quale ieri sera abbiamo affisso i manifesti a Vigasio e Trevenzuolo), mentre la PROPAGANDA INDIRETTA è quella destinata ai soggetti FIANCHEGGIATORI (associazioni, gruppi o singoli cittadini che previa richiesta nei termini previsti dalla legge possono affiggere un loro manifesto a supporto dei promotori) .
E’ evidente che il ruolo principale di comunicazione è quello dei promotori, motivo per il quale alla PROPAGANDA DIRETTA vengono anche destinati spazi più grandi.
La Legge 4 aprile 1956 N. 212 tra le altre cose impegna la giunta comunale a predisporre e destinare tali spazi : “.. avendo cura di scieglierli nelle località più frequentate ed in equa proporzione per tutto l’abitato.” .
Nel nostro paese lo spazio dedicato alla PROPAGANDA DIRETTA casualmente è sempre nella facciata posteriore dei tabelloni : mai quindi verso strada o marciapiede ovvero luogo di maggior passaggio e quindi visibilità:
Zona impianti sportivi
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE PARCHEGGIO
Zona Piazzale dei fanti
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE PARCHEGGIO
Forette Via Custoza (sarà la zona più frequentata della frazione?)
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE CAMPETTO DI GIOCO
Isolalta
Propaganda DIRETTA prevista: FRONTE CAMPO AGRICOLO !!!!
Se poi per curiosità andiamo a guardare la delibera di giunta notiamo che in realtà la zona in cui dovrebbero essere installati i tabelloni è quella dei giardini pubblici “La Nave”. Quindi questo proprio non si spiega… o forse si?
HomeMOTORCITY: Articolo su “Il Fatto Quotidiano”
HomeA Verona l’autodromo non esiste ma il Cda si spartisce stipendi d’oro di Ferruccio SansaLa pista non c’è. Di bolidi neanche l’ombra, a correre sono soltanto gli stipendi. L’Autodromo del Veneto ha un primato: non esiste ancora (per fortuna, secondo molti), ma già la politica si è divisa i posti nei cda e i lauti gettoni di presenza che nell’ultimo bilancio arrivavano a 114 mila euro l’anno. Siamo nella campagna di Verona. Qui dovrebbe sorgere Motorcity, una delle più grandi e contestate opere del Veneto targato centrodestra: un autodromo da un miliardo. Un progetto che solleva mille interrogativi. Primo, perché a lanciarlo fu Chicco Gnutti, diventato poi famoso per le spericolate scalate bancarie del 2005. Secondo, perché prevede un mega-autodromo a centocinquanta chilometri dai più prestigiosi circuiti italiani, Monza e Imola (che già se la vedono con la crisi). Terzo, perché l’operazione, che profuma di affare immobiliare, è condotta da una società a maggioranza pubblica (Regione Veneto e comuni). Ma la quadratura del cerchio è stata trovata: il progetto ha messo d’accordo centrodestra e pezzi del centrosinistra con le cooperative rosse che fanno la parte del leone. MOTORCITY, però, annaspa. A volte non bastano gli sponsor politici. Così, lo ha raccontato la penna finissima di Renzo Mazzaro sul Mattino di Padova, negli ultimi mesi si è cercato di “rifilare” la società a destra e a manca, perfino ai libici. Ma già prima della guerra i connazionali di Gheddafi si sono sfilati. Qualche giorno fa le cronache hanno registrato l’ultimo capitolo della saga: le nomine legate alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo, soprattutto quelle del cda della Autodromo del Veneto spa. I posti al tavolo delle società controllate dalla Regione di Zaia riflettono gli equilibri politici meglio dell’aula del consiglio regionale. Nel cda dell’autodromo fantasma siederanno Martino Dall’Oca e Roberto Bis-soli , vecchie conoscenze dei corridoi della politica. Dall’Oca, indicato come molto vicino al Pdl, è il presidente uscente della società che finora non ha realizzato nemmeno un metro di circuito. Bissoli è un ex democristiano. Ed ex Udc. Oggi si parla di lui come del referente del neoministro dell’Agricoltura Saverio Romano, nominato – dopo polemiche accese perché è indagato in Sicilia – il 23 marzo scorso; nemmeno un mese dopo ecco che il suo amico veneto plana nel cda dell’Autodromo. E la Lega? Non sarebbe rimasta a bocca asciutta: nel collegio sindacale siede Dario Bonato, ben visto dal Carroccio. Gli uomini vicini all’ex componente di An invece, come si dice, dovranno attaccarsi al tram, anzi, al bolide. Sono rimasti a mani vuote. Ci sono altre società contese: nella Attiva, come ricorda Il Corriere del Veneto, dovrebbe spuntarla Gian Michele Gambato, anche lui gradito al Pdl, ma apprezzato anche da Tiziano Baggio, manager della Regione vicino a Zaia. Perché i partiti lottano con la spada tra i denti per i posti nel-l’Autodromo spa anche se la pista non si vede? Intanto ci sono quei 114 mila euro di gettoni ai consiglieri. Ma soprattutto qui è in ballo un progetto da un miliardo che fa gola. L’impresa farebbe tremare i polsi: costruire un autodromo in tempi di crisi nera. Per di più realizzando una speculazione immobiliare con una società a maggioranza pubblica, di cui la Regione Veneto detiene (attraverso Veneto Sviluppo) il 26,93% e i comuni di Vigasio e Trevenzuolo il 12,23% ciascuno (in totale fa 51%). Ma perché si è decisa quest’opera? Motorcity con il suo parco divertimenti, secondo i calcoli presentati dai progettisti e tutti da verificare, offrirebbe quindicimila posti di lavoro. Ma nessuno ha quantificato i posti che toglierebbe per esempio alla vicina Gardaland, o all’agricoltura, ricoprendo di cemento 460 ettari della campagna più fertile d’Italia. Per non dire dell’impatto ambientale delle 180.995 presenze previste nei giorni di punta. ANCORA: qui non verranno mai a correre i bolidi di Formula 1. Ci saranno soltanto gare minori. E allora? Per chiarire il mistero forse bisogna sentire Franco Bonfante, consigliere regionale Pd: “Non è un autodromo, ma un centro commerciale, chiamiamolo con il suo nome. Sono 190.000 metri quadrati di negozi, tutti i centri commerciali della provincia di Verona messi insieme non superano i 160.000”. E Bonfante racconta come sarebbe passata la legge che ha aperto le porte all’autodromo: “È successo grazie a una leggina votata di notte, alla scadenza della legislatura nel 2005. Una di quelle norme incomprensibili: al comma tal dei tali invece di ’nei’ si scriva ‘ai’. Tutti votarono senza sapere, esclusi ovviamente i promotori della furbata. La norma precedente dava la possibilità di derogare ‘nei limiti della programmazione’, divenne ‘derogare ai limiti della programmazione’. Cioè libertà assoluta”. Come dire: basta cambiare un articolo per modificare per sempre il paesaggio di una regione. Ora Bonfante ha presentato un progetto di legge per ricomprendere l’autodromo nella programmazione regionale: allora si vedrà davvero quali partiti stanno con Motorcity. E da che parte sta Zaia.
Motorcity: l’Autodromo della discordia
Dei vari ricorsi al TAR pendenti sul progetto ( prima udienza il 7 luglio 2011 ) non parla nessuno?
HomeL’Arena, Mercoledì 04 Maggio 2011 PROVINCIA Pagina 33TREVENZUOLO – VIGASIO. Clima pesante alla Loggia di Fra’ Giocondo con sei consiglieri assenti. Non bastano undici leghisti a salvare la seduta
Motor city, il Pdl litiga in Provincia
Il gruppo degli ex Forza Italia diserta il Consiglio L’opposizione va fuori e manca il numero legale Miozzi: «No comment». Il Pd: «Guerriglia interna»
È l’autodromo della discordia. Stavolta è saltato addirittura il Consiglio provinciale per un dissenso interno al Pdl. È accaduto ieri pomeriggio, quando il gruppo dei consiglieri dell’ex Forza Italia ha mandato un messaggio forte al presidente Giovanni Miozzi. Sei di loro hanno fatto mancare il numero legale (18 consiglieri) e non sono bastati undici leghisti a salvare la seduta, perché le opposizioni sono uscite dall’aula. Con sedici presenti, non si è potuto andare avanti. Il presidente Miozzi, ieri sera impegnato in Consiglio comunale a Isola della Scala, ha solo detto: «Non dico nulla». Pesanti invece le critiche delle minoranze Pd, Idv, Udc, Sel-Federazione della sinistra: «È in atto una guerriglia interna al centrodestra sul Motorcity, annunciata sulla stampa da Miozzi, che ha semplicemente ripetuto quanto le opposizioni dichiarano da tempo, ovvero che i privati non hanno le risorse per le opere prioritarie per lo sviluppo: le strade. La sua maggioranza ha risposto con l’assenza. La divisione interna tra le due componenti del Pdl, Forza Italia e An, è stata riaccesa dall’altolà al progetto dell’autodromo Motorcity da parte dell’assessore regionale ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti». «Grottesca», continua la nota delle minoranze, «la posizione della Lega, pronta sulla stampa a tuonare contro Motorcity, e altrettanto pronta a mantenere i numeri per far passare il progetto, come è sempre accaduto negli ultimi anni».
Il presidente Miozzi ha espresso la sua posizione sul Motor city lunedì sera, in un Consiglio comunale al quale hanno partecipato anche alcuni manager delle grandi opere in cantiere a Trevenzuolo e Vigasio. «Se Motor city, Agroalimentare e District park», ha spiegato il presidente Miozzi, «non sottoscrivono con la Provincia l’accordo di programma sulla viabilità (costo 120 milioni di euro), non si parte con i lavori». Ad ascoltarlo c’erano 150 cittadini e molti amministratori di vari Comuni. La seduta era stata chiesta dai consiglieri di minoranza di Trevenzuolo Squassabia, Meneghello e Minozzi per avere notizie sul Motor city e sul centro agroalimentare. «Finora non è stato sottoscritto», ha dichiarato Miozzi, «perché c’era un impegno della Provincia per un casello sull’A22, a Isolalta. Per questioni interne alla società autostradale, non ci sono prospettive che venga realizzato e questo ha creato ufficialmente un ostacolo alla firma. A fine dicembre una delle tre società si disse pronta a partire anche da sola, ma come Provincia se non ci sarà un accordo comune ci saranno problemi autorizzativi per rispettare la Via approvata».
Insomma la palla passa in mano ai privati. E questi, per bocca di Martino Dall’Oca, presidente dell’Autodromo del Veneto, ha sgomberato ogni dubbio. «Stiamo vedendo di accollarci noi il costo del casello e di inserirlo nel costo del progetto viabilità con una serie di economie perché siamo consapevoli che senza il casello e la mediana il nostro progetto non può decollare». Una soluzione a metà perché mancherebbe la Mediana per attivare l’accordo di programma. E su questa è intervenuto Alberto Bozza, capogruppo Pdl in consiglio provinciale, affermando che «entro giugno la Provincia emetterà il bando per un project financing per realizzarla». Ma la serata era incentrata anche sull’altro fronte che interessa Trevenzuolo, ovvero il polo Agroalimentare. Ad illustrarlo Danilo Poncia, responsabile della Spalt, la società che dovrebbe realizzare il progetto. Nel suo intervento, ha ricordato che tutto è iniziato nel 2003 «e noi avevamo una proposta di viabilità per il nostro progetto, ma poi siamo stati coinvolti con gli altri due per rientrare in uno generale. Resta comunque il nostro impegno di utilizzare parte degli oneri di urbanizzazione secondaria per costruire una bretellina, segmento della futura Mediana».
Per il consigliere Lino Squassabia «il Motor city non è strategico per lo sviluppo del territorio. Rivedete il progetto, vecchio di 10 anni, che deve adeguarsi per dare risposte alle richieste della gente». Tesi che Martino Dall’Oca ha confutato «perché il nostro progetto ha una sua logica con una serie di attività complementari, unico in tutta Europa. Porterà certamente ricchezza al territorio».
Fabio Meneghello ha ripetutamente chiesto alla maggioranza se è favorevole a questi progetti «visto il silenzio di questi anni». «Non siamo contrari ai progetti ma intendiamo vigilare perché sia rispettata la viabilità richiesta dalla Provincia». Sulla filiera agroalimentare l’assessore Roberto Rigoni ha rilevato: «Siamo d’accordo di portarlo avanti così anche se era nata con il 70 per cento di agroalimentare e il 30 per cento di logistica ed ora è esattamente il contrario». L’ex sindaco Gianfranco Minozzi ha invitato tutti a pensare oltre. «Per me Autodromo, Polo e District park sono cose già fatte, pensiamo a VE.MA. (Verona-Mantova) e fare scelte in prospettiva per la cosiddetta città diffusa». È intervenuta anche Daniela Contri, sindaco di Vigasio, che, sul Motor city, ha dichiarato: «Ci credo e siamo fortemente favorevoli a questo progetto».
Al termine del consiglio ci sono stati diversi interventi da parte del pubblico e tutti contrari a questi mega progetti «che non tengono conto dell’impatto sulla comunità e sul tessuto sociale dei nostri piccoli paesi, ma pensano solo al profitto fine a se stesso»
Ieri, poi, il colpo di scena in Consiglio provinciale. «È soltanto un incidente di percorso», sostiene il vice presidente Fabio Venturi, leghista, «anche se credo che all’interno del Pdl sia necessario fare un po’ di chiarezza. Ma, ripeto, si tratta di frizioni che saranno superate»
Da voci di palazzo, il problema però non è soltanto legato alle grandi opere e alla viabilità. Pesano anche la tensione della vigilia elettorale e qualche mal di pancia per le scelte dei candidati operate dal centrodestra in alcuni Comuni.
Beppe Grillo a Nogara presenta le liste a 5 Stelle !!
Domani 27 Aprile 2011 Beppe Grillo inizierà dalla nostra provincia il suo tour elettorale a sostegno delle 75 liste a 5 Stelle sparse in tutta Italia. Oltre ad un grandissimo IN BOCCA AL LUPO, facciamo anche i complimenti ai ragazzi di NOGARA, ISOLA DELLA SCALA, BOVOLONE e GREZZANA che, con incredibile entusiasmo e compentenza, si stanno spendendo per creare una alternativa concreta per i loro paesi.
La serata di domani sera con Beppe Grillo e a seguire la Rudy Rotta Blues Band E’ GRATUITA!!! Passateparola!
HomeMotorcity perde pezzi…
La società finanziaria Veneto Sviluppo, partecipata al 51% dalla regione Veneto e per il restante 49% in mano a grossi gruppi bancari , stringe i cordoni della borsa sul progetto Motorcity. Riporto questo articolo uscito qualche giorno fà su infoverona.it :
Motorcity, neanche un euro da Sviluppo Veneto
Scritto da red2 giovedì, 10 febbraio 2011 21:03 «Sapere che Veneto Sviluppo non metterà un euro per Motorcity è un motivo di grande conforto». Lo dice il capogruppo regionale di Italia dei Valori Gustavo Franchetto dopo le assicurazioni ricevute in aula, durante la discussione della finanziaria regionale, da parte dell’assessore al bilancio Roberto Ciambetti. «In un momento come questo – aggiunge l’esponente dell’IdV – con un bilancio regionale che vive grosse difficoltà e non riesce a dare risposte ai settori più bisognosi, sapere che il braccio economico della Regione non metterà un euro per far partire quest’opera mi pare una decisione di grande buon senso». «Rimangono però – osserva Franchetto – aperti due quesiti. Anche se Veneto Sviluppo non staccherà assegni, siamo sicuri che questo voglia dire che Motorcity non si farà? E siamo sicuri che la Regione non voglia metterci il naso? Il vero passo decisivo sarebbe il ritiro di Veneto Sviluppo dalla società per costruire Motorcity». “Un progetto faraonico – ricorda Franchetto – che metterà in moto il più grande cantiere del nord Italia, esteso su 460 ettari tra Trevenzuolo e Vigasio, con una pista automobilistica di 5 km, un parco divertimenti stile Gardaland, un grande centro commerciale, 3 alberghi con mille stanze e 18mila posti auto”.«L’investimento previsto – precisa – era indicato in un miliardo e mezzo di euro, una cifra enorme, con l’inizio dei lavori previsto entro quest’anno e la consegna nel 2015, giusti giusti per l’Expo di Milano. In origine la partecipazione pubblica nella Società Autodromo del Veneto era indicata nel 52%, quindi 780 milioni di euro pubblici e 720 milioni dal privato. Ieri Ciambetti in aula ha detto che Veneto Sviluppo è coinvolto con il 27% delle quote. Sperando che la chiusura dei rubinetti regionali sia reale e prosegua nel tempo, – conclude Franchetto – a quando la parola fine su questa immensa colata di cemento? »
Sicuramente una buona notizia. Per quanto riguardo il possibile interessamento di un fondo Libico nell’ investimento probabilmente il periodo non è dei migliori perchè questa ipotesi si faccia strada. Si sono inoltre perse le tracce del Comitato Pro Autodromo la cui attività sul web e su facebook è ferma da tempo. Anche la loro sede di Vigasio sembrerebbe abbandonata…
HomeL’indecenza non ha limiti!
Dopo tutti i soldi mal spesi in questi anni, ora l’amministrazione ha anche il coraggio di scioperare contro il patto di stabilità! Come una Cicala che si è divertita a suonare tutta l’estate e ora che è inverno si lamenta che non c’e’ niente da mangiare!
Vogliamo ricordare ancora una volta all’amministrazione, come sono stati spesi i tanti soldi entrati nelle casse comunali, e riteniamo indecente questa presa di posizione dopo aver incassato 1 milione di euro di urbanizzazioni nel 2007 e 200 mila nel 2010. Le scelte politiche che si stanno facendo per questo paese sono ormai chiare e scontate, svendere il territorio per fare cassa.
E il famoso “DIO-AUTODROMO” riuscirà a salvare le casse comunali? Se si a che prezzo per i cittadini di Vigasio e Trevenzuolo? Certo raccontare che esistono dei comuni che riescono a rimanere nel patto di stabilità, deliberando uno “STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO”, dovrebbe quantomeno fare arrossire.
HomeL’Arena 05/01/2010
Anche Vigasio fra i 12 Comuni
in «sciopero» contro i tagliIl 12 gennaio una dozzina di municipi veneti saranno chiusi in segno di protesta per le norme del patto di stabilità. Tra gli aderenti, Casalserugo, Fontaniva e Trebaseleghe; Casale sul Sile, Maserada, Caerano San Marco, Santa Lucia di Piave, Giavera del Montello; Santorso e Isola Vicentina
Venezia. Il 12 gennaio una dozzina di municipi veneti saranno chiusi in segno di protesta per le norme del patto di stabilità che, spiega il vicesindaco di Loreggia (Padova), Fabio Bui, «penalizzano soprattutto i comuni virtuosi». Bui è il portavoce di una dozzina di Comuni «dissidenti» dei quali fanno parte Casalserugo, Fontaniva e Trebaseleghe nel Padovano; Casale sul Sile, Maserada, Caerano San Marco, Santa Lucia di Piave, Giavera del Montello nel Trevigiano; Santorso e Isola Vicentina, nel Vicentino; e Vigasio nel Veronese.
Altre amministrazioni stanno decidendo se aderire all’iniziativa. La protesta scatterà, garantendo però i servizi essenziali, lo stesso giorni in cui sono stati convocati a Loreggia i sindaci veneti per discutere sulle difficoltà causate alle amministrazioni locali dai vincoli del patto di stabilità.
Telenuovo: “Prima Serata” su Motorcity e traforo
La trasmissione Prima Serata trasmessa a Telenuovo venerdì 29 ottobre 2010 è stata dedicata in buona parte alla discussione sul progetto Motorcity di Vigasio . Presenti in studio tra gli altri Cesare Nicolis (ex consigliere comunale della lista Civica per Vigasio), Gianfranco Bonfante (consigliere regionale PD) , Michele Bertucco (Legambiente Verona) , Enrico Corsi (Assessore comunale commercio e viabilità Lega Nord), Davide Bendinelli (consigliere regionale PDL) e Fabio Venturi (vice presidente della provincia Lega Nord).
E’ possibile rivedere la puntata direttamente dal sito di Telenuovo cliccando sull’imagine qui sopra.
HomeConta più il regolamento o la trasparenza?
AGGIORNAMENTO: Video intervista a Daniele Visparelli che rivive l’accaduto.
L’arroganza e la determinazione con cui questa amministrazione si oppone a qualsiasi iniziativa di maggiore trasparenza delle sedute del consiglio comunale stà diventando veramente difficile da commentare. Mi domando solo perchè ne hanno così paura?
Da L’Arena di Domenica 24 ottobre 2010:
Consigliere espulso da carabiniere e vigili
VIGASIO. Assemblea movimentata ieri mattina con intervento delle forze dell’ordine. Cacciato dall’aula Visparelli che contesta ogni volta la trascrizione dei verbali
Voleva registrare la seduta. L’ordine è stato impartito dal sindaco Preso di peso, poi ha dovuto togliere le batterie dall’apparecchio Contri: «Il nostro regolamento lo vieta e lui non era autorizzato»A cominciare dal forte dispiegamento di forze dell’ordine: tre carabinieri e tre vigili urbani chiamati a sorvegliare la seduta in cui il numero degli spettatori era pari a quello di agenti e militari.
Come per la scorsa seduta del 21 settembre, Visparelli aveva comunicato al sindaco e ai consiglieri l’intenzione di registrare il dibattito. Nonostante il diniego del primo cittadino, che gli è stato notificato tramite lettera venerdì mattina, il consigliere si è presentato in aula con il suo registratore digitale. Come un mese fa, Visparelli ha posato l’apparecchio sul banco. Tra il consigliere e il sindaco si è acceso subito il diverbio. Contri, che l’altra volta non era riuscita a impedire la registrazione, ieri ha impartito l’ordine di entrare in azione ai carabinieri e agli agenti di polizia urbana. Dopo aver citato l’articolo 32 del regolamento, che dà facoltà al presidente del Consiglio, cioè al sindaco, di autorizzare le riprese audiovisive, ha ammonito il consigliere: «Ti invito per l’ultima volta a spegnere l’apparecchio. Se non lo fai, qui ci sono le forze dell’ordine. Io le chiamo e loro ti portano fuori». Visparelli ha protestato, chiedendo che venisse verbalizzata la mancata autorizzazione.
Il clima si è fatto più pesante. «Abbiamo perso troppo tempo», ha sbottato allora il sindaco e, rivolto a un militare in sala, ha rinnovato l’appello: «La prego di intervenire perché il consigliere Visparelli non vuole intendere l’italiano e le regole». Dopo un ennesimo appello alle «forze dell’ordine a far uscire Visparelli», Contri ha dato l’ordine perentorio: «Maresciallo la prego, abbiamo perso fin tanto tempo, la prego di intervenire». È successo il parapiglia. Un carabiniere e un vigile si sono avvicinati a Visparelli che era seduto. Dopo averlo afferrato sotto le ascelle, lo hanno fatto alzare e uscire, tra lo sconcerto dei colleghi di minoranza, mentre lui protestava «No, no, non potete». Visparelli è anche inciampato ed è caduto. Annunziata Rudella della Lega ha chiesto la verbalizzazione dell’accaduto. Contri ha risposto picche. Visparelli è tornato poco dopo e ha mostrato al sindaco di aver tolto le batterie dal registratore. La seduta è così ripresa.
Il sindaco voleva far discutere prima gli ordini del giorno. Ma Visparelli si è opposto, perché il regolamento comunale prevede che siano discusse prima le mozioni: «Le regole valgono solo per me? E meno male che mi ha imposto di uscire con la forza pubblica. Queste non sono regole?». Il sindaco ha quindi fatto esaminare le mozioni.Carabinieri a presidio dei consigli comunali. E un consigliere che è cacciato dall’aula se si ostina a voler registrare le sedute. Mesi e mesi di tensioni, durante i quali la maggioranza e le minoranze si sono scontrate quasi su tutto, hanno avuto il loro epilogo ieri mattina, quando il sindaco Daniela Contri è ricorso alle maniere forti, facendo allontanare dai carabinieri e dai vigili un consigliere della lista «Giusti per Vigasio». È accaduto poco dopo le otto e trenta nella sala del palazzetto dello sport. Il consigliere cacciato è Daniele Visparelli, capogruppo di «Giusti per Vigasio», reo di aver voluto registrare con un apparecchio l’audio della seduta. Da mesi, dopo che il Consiglio, lo scorso luglio, disse no alle riprese video delle assemblee, gli esponenti della minoranza lamentano la mancata o lacunosa verbalizzazione, non solo degli argomenti di delibera, ma anche di tutti gli atti e le discussioni effettuate in assemblea. Le premesse per una riunione movimentata, con tanto di abbandono dell’aula, per protesta, dell’ex vicesindaco Pietro Robbi, c’erano tutte.
Fabio Tomelleri









È l’autodromo della discordia. Stavolta è saltato addirittura il Consiglio provinciale per un dissenso interno al Pdl. È accaduto ieri pomeriggio, quando il gruppo dei consiglieri dell’ex Forza Italia ha mandato un messaggio forte al presidente Giovanni Miozzi. Sei di loro hanno fatto mancare il numero legale (18 consiglieri) e non sono bastati undici leghisti a salvare la seduta, perché le opposizioni sono uscite dall’aula. Con sedici presenti, non si è potuto andare avanti. Il presidente Miozzi, ieri sera impegnato in Consiglio comunale a Isola della Scala, ha solo detto: «Non dico nulla». Pesanti invece le critiche delle minoranze Pd, Idv, Udc, Sel-Federazione della sinistra: «È in atto una guerriglia interna al centrodestra sul Motorcity, annunciata sulla stampa da Miozzi, che ha semplicemente ripetuto quanto le opposizioni dichiarano da tempo, ovvero che i privati non hanno le risorse per le opere prioritarie per lo sviluppo: le strade. La sua maggioranza ha risposto con l’assenza. La divisione interna tra le due componenti del Pdl, Forza Italia e An, è stata riaccesa dall’altolà al progetto dell’autodromo Motorcity da parte dell’assessore regionale ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti». «Grottesca», continua la nota delle minoranze, «la posizione della Lega, pronta sulla stampa a tuonare contro Motorcity, e altrettanto pronta a mantenere i numeri per far passare il progetto, come è sempre accaduto negli ultimi anni».

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